Comunicare in tempi di Covid 19

Parlando di ristorazione, e pubblico esercizio, il Covid 19 è sicuramente una sciagura per il presente ma rischia di essere giudice, giuria e carnefice anche per il futuro comminando, di fatto, un’autentica Damnatio Memoriae.
Che la clientela sia il vero capitale di un esercizio pubblico è cosa assodata, e la prolungata chiusura, specialmente se serale, rischia di fare danni incalcolabili a quel patrimonio acquisito nel tempo con sforzi ed investimenti notevoli è quindi importante correre ai ripari.

Una comunicazione intelligente, non asfissiante, e con contenuti che giocoforza devono essere orientati verso il futuro, verso quel ritorno alla agognata normalità che tutti auspicano sia molto a breve è sicuramente la soluzione alla portata di tutti.
La prima “tranche” di lock down parziale, perché questo è in realtà, salvo prolungamenti dovrebbe finire il 3 dicembre, quindi è lecito sperare che le festività natalizie possano essere l’occasione per tornare ai fornelli e dietro ai banconi, e  “lavorare sul Natale” potrebbe essere una delle possibilità.

Il Covid 19 però non fa sconti e nell’economia del futuro della nostra attività dobbiamo tenere in buon conto che il potere di acquisto, generalmente parlando, ha subito una forte erosione, quindi potrebbe essere necessario riaggiustare un po’ la proposta sotto il profilo economico, il che di per sé non vuol dire proporre una qualità minore ma piuttosto fare scelte diverse su preparazioni e materie prime.
Ripensarsi può essere anche visto come una sfida, una sfida utile a scollarci dai soliti archetipi, da quel tram-tram della materia prima che spesso riesce a rendere monotone le proposte.

Il canale di comunicazione preferenziale è sicuramente quello dei social media, veloce e di facile accesso da molti “device”, occorrono post che puntino molto sulla parte emozionale, testo breve, studi attendibili evidenziano che il tempo di lettura è stimato in pochi secondi, e immagini accattivanti.
I post devono puntare allo stimolo della curiosità dell’avventore e reindirizzare al sito internet, istituzionale e, per natura, più esaustivo, per la descrizione della proposta.

La comunicazione può anche essere orientata ad incentivare il lavoro a pranzo e qui ovviamente conta la scelta del target, vista anche la tendenza allo smart working che riduce in modo sensibile l’utenza.
La comunicazione è importante sia per il delivery che per il take away, che stanno, per molti ristoranti, diventando la regola e non più l’eccezione legata all’emergenza virus e qui vale quello che abbiamo detto prima sull’utilizzo dei canali social e del buon “vecchio” sito web.

In buona sintesi, quella che qualcuno ha definito “la peste del XXI secolo” può diventare uno stimolo per lavorare su quella comunicazione che la ristorazione italiana, e veneta in particolare, ha snobbato per molto tempo, quindi su le maniche, anzi, accendete il PC e buona comunicazione!

 

Giovanni Veronese

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