La degustazione

Girlan Lagrein Riserva 

2007

Il 2007, annata abbastanza saltellante per quanto riguarda l’andamento climatico, ha comunque garantito una qualità abbastanza eterogenea, molto interessante sulle varietà precoci e con ottimi risultati sulle varietà vendemmiate dopo la metà di settembre delle quali il nostro Lagrein Dunkel fa parte.
Il produttore che non ha bisogno di grandi presentazioni, la Weinkellerei Girlan, azienda storica in quel di Cornaiano, offre una gamma territoriale molto completa della quale il Lagrein Riserva ha fatto parte, visto che oggi non compare più tra i vini sul sito aziendale.
Andando nel dettaglio il produttore ci fa sapere che l’annata in questione è stata vendemmiata con ben tre settimane di anticipo sul periodo vendemmiale inizialmente previsto e, entrando nel dettaglio per quanto riguarda i vini rossi, li definisce, in modo abbastanza vago, “molto promettenti”.
A me preme capire se per questo Lagrein Riserva 2007 si può parlare di una parabola in bottiglia virtuosa oppure se il tempo, in termini di decadenza, ha avuto il sopravvento, è quindi arrivato il momento di armarmi di cavatappi e calice ma solo dopo essermi sincerato che la temperatura di servizio sia intorno ai venti gradi.
Ritengo la decantazione, per quanto attenta e morbida, una forma di violenza quindi, vista la modesta quantità di sospensione, propendo per lasciare il vino nella sua bottiglia che ho avuto l’accortezza di mettere in posizione verticale qualche ora prima.
L’apertura, due ore prima della degustazione, presenta qualche difficoltà ma dobbiamo considerare che il tappo è lì da dodici anni  e un minimo di resistenza è abbastanza normale, la temperatura del vino è intorno ai venti gradi, quindi ottimale, verso in un calice ampio e la mia analisi su eventuali parti solide in sospensione si rivela esatta: il vino è pulito.
La vista denuncia un rosso cupo tendente al granato, i tredici gradi alcool sono perfettamente riscontrabili dagli archetti stretti e dalla glicerina che scende lenta, lo lascio nel bicchiere per qualche minuto.
L’impatto olfattivo è incredibilmente intenso e complesso, confettura di piccoli frutti rossi e marasca prevalgono nettamente ma sapendo aspettare arriva anche il resto del corredo varietale, la mutevolezza è incredibile e lo scambio aerobico fa emergere sentori nuovi di viola e i piccoli frutti rossi maturi si connotano nel mirtillo.
Il gusto è avvolgente e i sentori olfattivi avrebbero una corrispondenza quasi totale se non fosse evidente una nota intensa che ricorda, in modo piacevole, il catrame, francesizzando il tutto si può parlare di goudron.
Il tannino è, piacevolmente, levigato e presente, la parte alcolica non ha strascichi sgradevoli ed è perfettamente integrata in un insieme di grande struttura, l’evoluzione in bottiglia è virtuosa e completa perfettamente la parabola di un Lagrein Riserva che “da giovane” sarebbe sicuramente stato meno fruibile, una bottiglia che dovrebbe far parte delle riserve in qualsiasi antro di Bacco che si rispetti.

Giovanni Veronese

© Riproduzione Riservata