La Scozia in un tumbler

Dal Blended al Single Malt, dal Grain al Blended Malt è di whisky, o whiskey, che stiamo parlando, dell’amico scozzese che messo in un tumbler, magari un bel Baccarat, diventa un rito.
Un mondo affascinante, dalle infinite sfaccettature, con una storia antica che sembra, a dispetto dell’orgoglio scozzese, sia iniziata in Irlanda nel V secolo, tanto che la parola whisky, o whiskey, sembra sia un'anglicizzazione del termine Gaelico Irlandese “uisce”, anche se troviamo quasi lo stesso termine nel Gaelico Scozzese ovvero “uisge”.
In Italia, la buonanima, durante il ventennio, nella ridicola foga dell’italianizzazione di qualsiasi cosa, lo rinominò Spirito d’Avena, nome che, per fortuna, non attecchì tra i consumatori.
Dalle Highland, dalle Lowlands, dallo Speyside o dalle Islands, Orcadi o Ebridi, anche la provenienza è importante e canonizza in modo preciso le tendenze di consumo con caratteristiche organolettiche e strutturali molto diverse.
La disciplinare che regola la produzione, rigorosamente fatta rispettare dalla Scotch Malt Whisky Society, dice che tutti i whisky scozzesi, per fregiarsi di questa denominazione, appunto Scotch Whisky, devono essere distillati, e maturati per almeno tre anni, in Scozia, possono essere filtrati a freddo o non filtrati e in quest’ultimo caso la definizione è quella di unchillfiltered.
Pregiati i single cask, o single barrell, ovvero quei whisky distillati da unica distillazione e maturati in un’unica botte, quindi non blended, che vuol dire assemblati da più botti, botti rigorosamente in rovere che spesso provengono dalla Spagna e sono già state utilizzate per affinare lo Sherry o il Madeira e conferiscono al whisky in affinamento un aroma molto particolare tendente al dolce.
Più recentemente è stato introdotto anche l’uso di botti provenienti dall’affinamento dei Bourbon americani, l’utilizzo di questi fusti rende lo scotch di un colore ambrato più caldo.
Dall’isola di Islay, nelle Ebridi interne, la cui superficie è quasi interamente ricoperta di torba, ci arrivano whiskies come il famoso Cao Ila o il Bowmore, whiskies dai sentori floreali con un leggero sentore di torba, mentre, sempre da Islay, il Lagavullin, il Laphroig e l’Ardbeg, sono di grande struttura e con sentori di iodio, spesso definito anche salmastro, e affumicato tanto da essere definiti breath of the sea o alito di mare.
Highlands e Lowlands invece producono whiskies meno strutturati nei quali la torba no fa mai la parte del leone ed qui le distillerie sono moltissime, il che rende impossibile farne un elenco esaustivo ma per citare i più conosciuti possiamo fare i nomi di Highland Park, Aberlour, Oban e Aberfeldy, anche lo Speyside è patria di whisky famosi tra i quali Glenlivet, Glenfiddich e Macallan.
L’invecchiamento può variare dai cinque anni, periodo minimo per un whisky definito invecchiato, può arrivare ai dodici, ai ventiquattro e in alcuni casi può superare il mezzo secolo e il numero di anni di invecchiamento è direttamente proporzionale alla cifra che vi sarà chiesta per la bottiglia.
Come per il vino la degustazione segue regole precise e la prima è un ambiente tranquillo e privo di odori, la sequenza che in progressione vede nell’ordine:Lowlands, Highlands, Islands e Islay, avendo cura di partire dalla torba meno intensa, deve essere rispettata rigorosamente.
Sul bicchiere più adatto ci sono versioni contrastanti, c’è chi sostiene che il classico tumbler per la sua forma aperta disperda l’effluvio e preferisce il glencairn, un tulipano con la base larga e la sommità più stretta, mentre i sostenitori del tumbler lo ritengono adatto ed intoccabile.
Assieme al whisky va servito un bicchiere d’acqua che servirà a ripristinare le papille tra un sorso e l’altro del distillato, il ghiaccio è consentito solo nei blended consumati estemporaneamente ma vietato nella degustazione di whisky strutturati, l’abbassamento della temperatura infatti non renderebbe più fruibile il corredo aromatico.
Ovviamente questo breve articolo non ha la pretesa di farvi diventare degli esperti di whisky ma piuttosto il compito di incuriosirvi per iniziare ad investigare un mondo che in quanto a fascino non ha nulla da invidiare al vino.

Giovanni Veronese

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